Diario di viaggio: la Campania che non ti aspetti! - parte quarta

La storia d’Italia è passata sovente dalla Campania. E allora ecco un ponte ideale che lega con i fili della storia Salerno a Eboli. Oggi è grato – putando ad Est -  attraversa le piana del Sele e inerpicarsi sui monti Picentini per trovare alcuni dei prodotti d’eccellenza. Certo qui troveremo i giacimenti dell’extravergine Salernitano Dop, ma troveremo anche la produzione di pomodori ciliegini, di primizie e poi su verso i Picentini, dove Primo Levi nel suo intensissimo romanzo Cristo si è fermato a Eboli racconta esilio e isolamento oggi scomparso, si vanno a scoprire le vigne che danno con l’Aglianico (il vitigno rosso principe della Campania) e con la Falanghina e il  Fiano  (due dei grandi bianchi campani) le Doc Cilento e Colli di Salerno. Eboli che merita una visita per il suo intatto centro medievale ci porta fino a Giffoni a conoscere la città del Festival Internazionale del Cinema per Ragazzi (ogni anno qui si danno convegno per 15 giorni 5 mila ragazzi che vengono da 50 paesi per giudicare le migliori pellicole e Giffoni è considerato l’Oscar della cinematografia per gli under 18) e della Nocciola Tonda: un frutto delicatissimo, di soave dolcezza. Ridiscendendo verso il mare si arriva all’agro Nocerino-Sarnese che è una sorta di terra di mezzo benedetta tra le province di Salerno e di Napoli che hanno due punti di contatto golosi. Il primo è questa porzione di campagna dove si coltivano i famosissimi pomodori San Marzano Dop che hanno rischiato l’estinzione e sono stati riportati ai fasti di un tempo. A questi frutti rossi, unici nella forma e nel sapore, sono legate mille storie. Ma forse la più emblematica è quella di Francesco Cirio, un torinese che appena l’Italia si unì (anche in questo c’entra la Campania) calò nel Mezzogiorno attratto dai pomodori. Francesco Cirio fu il creatore dell’industria conserviera italiana riuscendo a mettere in partica i processi inventati dal francese Nicolas Apperet che per primo riuscì a conservare alimenti in vetro (però non brevettò il procedimento) seguito a ruota poi dall’inglese Pierre Dourand che inventò lo scatolame. Ma Cirio rese famosi in tutto il mondo i pomodori pelati partendo dai San Marzano, ingrediente principe della pizza. Ma dall’agro Nocerino-Sarnese ben prima di Cirio partì un’altra migrazione che ha reso queste terre famose nel mondo: quella dei coloni che andarono a fondare Pompei otto secoli prima di Cristo.

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Testo a cura di Carlo Cambi, giornalista esperto in ambito enologico, turistico e gastronomico ed esperto di comunicazione dei prodotti territoriali.